Lunedì, 18 07 65

Sono arrivato a Budapest. Quando sono sceso dal treno, mi faceva tremendamente male la testa. Portando dei pacchi pesanti, il dolore diventò ancora più intenso. Mia zia Grete, mi aspettava nella stazione orientale di Budapest ( Keleti pàlyaudvar). Sua madre Ilona, la sorella di mia nonna Carolina, non è a casa. Eccetto di certi ricordi dal infanzia, le conosco apena… Ricordo che durante la guerra, nel 1945, abitavamo da loro per un breve periodo, a Sòakna/Jabenita. Il paese si trova in centro della Romania, non lontano da Reghin. Mia zia Ilona e suo compagno signor Staray, abitavano in un piccolo castello circondato di un Giardino. Mi trovavo nel giardino e stavo ammirando i carri armati russi che proprio in quel momento stavano passando sulla strada. Non ho mal visto una roba così. Mi ha battuto con un rametto sottile che provocava un forte dolore. Per un ragazzo di 5-6 anni, questo non era un bel ricordo. Capisco che voleva darmi una lezione, ma il pericolo non era poi così grande come pensava lei…E adesso dopo 20 anni, sto andando per trovarli. Mia zia Ilona è adventista ed io sono agnostico. Penso che discuteremo molto della fede. Al mi piace molto la sua sana maniera di vivere e le sue conoscenze riguardo le erbe curative. Tuttavia, ho la sensazione che non sarò del tutto libero. In ogni caso devo pensarci a prepararmi un programma giornaliero…Sono sceso anche a Szòlnok. Ecco cosa ho scritto: Abbiamo passato la frontiera e non è cambiato niente. Tutto era come in Transilvania. Abbiamo passato molto veloce la grande “Puszta”, un teritorio simile a un deserto… Ho notato che i tetti delle case erano un pò più schiacciati che da noi. I tipici pozzi a bilancia della “Puszta” mi erano familiari, perché quelli si trovano anche in Transilvania… Come dicevo, è cambiato nulla, solo la gente cominciava a parlare un altra lingua… Tuttavia, c’ era qualcosa molto strano. C’ erano delle enormi cisterne sferiche per tenere l’acqua potabile, che mi facevano sentire in un altro pianeta.… Szòlnok mi faceva pensare a Oradea / Nagyvàrad… Ero molto stanco e affamato. Ho mangato, a buon prezzo, una insalata francese. Dopo ho provato dormire un pò sul prato vicino al fiume Tisza. Sono arrivati dei bambini che provavano indovinare perchè sono là? Sto male? Mi fanno male i piedi?… Non sono riuscito dormire perchè dopo è arrivata anche la pioggia. Per fortuna avevo l’ impermiabile. Non lo sapevo nemmeno che ore sono. Nonostante la pioggia, la piscina era piena di gente… Forse ho perso il treno. Non importa…Per fortuna, tutto andato bene. Non ho perso il treno e sono arrivato in orario a Budapest. Il viaggio andato bene, aparte il mal di testa di cui ho scritto sopra.

Martedì, 19 Lulio 1965

Mi sono svegliato nella casa di mia zia Ilona. Lei ancora dorme. Adesso sto bene. Non mi fà più male la testa. I medicinali sono ancora lì sul tavolo. Non li ho presi…per prima cosa voglio vedere il club esperantista di Budapest. Proverò trovare qualche indirizzo nel giornale esperantista cinese, che ho con me. La prima impressione di Budapest è che mi sembra più grande di Bucarest, ma ancora non ho neanche vista bene la città. Il tempo è teribile. C’è molto freddo…Quì da mia zia c’è un bel giardino con meli, peri, albicoche…Ieri finalmente ho visto Budapest. Ho cambiato idea. Adesso penso che la capitale d’ Ungheria è più grande di Bucarest, ma quello che la fa più bella questa città è il Danubio che la taglia in due pezzi. Capita anche qui di incontrare qualche persona xenofoba. Li domandi qualcosa e ti risponde gridando. Sono stato in visita da Magyari Csaba, una persona originaria dalla Transilvania. Mi ha accettato con gioia. Abbiamo parlato molto. Ci siamo messi daccordo, che ci vedremo ancora. Mia zia mi attendeva davanti alla porta. Era preoccupata. Le dicevo che sono in ritardo perchè cercavo un gabinetto ma non conosco bene la città. Per fortuna dopo l’ho trovato sotto il ponte Francesco Giuseppe…Ho visitato anche la figlia di mia zia, Grete, che è attrice. Era stanca perchè ha lavorato fino alle due di notte presso la Televisione. Tuttavia mi ha accettato con gioia. Mi ha fatto vedere la sua collezione di nastri magnetiche. Abbiamo ascoltato qualche pezzo. Diceva che io non somiglio al mio padre… Mi ha premonito contro certi pericoli. Cerca di evitare le cattive companie, disse. Non puoi nemmeno immaginare quanto possono esser schifosi certi maschi. Probabilmente ne ha avuto qualche esperienza negativa. Un altra volta l’ha visitata insieme con sua mamma, mia zia Ilona, sorella di mia nonna Carolina Harkò. Dopo la visita siamo andati con mia zia Ilona al Zooparco. Abbiamo visto molte bestie. C’era una cosa che mi disturbava. Mia zia parlava così forte che tutti si sono girati verso di noi. Ripensando adesso penso che lei era un pò sorda…Abbiamo visto ipopotami, elefanti, leoni zebre. ktp.ktp. I più interessanti erano le scimie. Era interessante la scimmia arrabbiata. Un altra scimmia voleva vestirsi con panni colorati. Ho deciso di ritornarci con quaderno e mattita in mano e restarci tutto il giorno. Ma voglio venirci da solo. Quando disegno, voglio concentrarmi su quello che sto facendo… Oggi sono andato al museo. Stavo bene. Gli infusi della zia Ilona hanno avuto il loro effetto… Ho comprato qualche cartolina che manderò ai miei amici e conoscienti. Uno a frau Rudolf, ai miei fratelli, a Wili kaj a Zihanyi…La mia zia Grete è molto simpatica ed è molto giovanile pensando che ha l’età di 50 anni. La sera, con l’aiuto di mia zia Ilona, abbiamo preparato il letto. Ho dormito molto bene. Mi son svegliato al canto del canarino. Mia preghiera del mattino è mio diario… Ecco qualche espressione ungherese: édes, marha jò, helyes. (dolce, buono da matti, corretto). …Volevo andare al museo, ma lunedì è chiuso. Cercavo libri in Esperanto nell antiquariato, ma non ne ho trovati. Qualcuno ha domandato dell’ Esperanto. Da lui ho avuto l’indirizzo del associazione esperantista. Presso la stazione ferroviario orientale, ho incontrato un ungherese dalla Cecoslovacchia, Nove Zamky….Ho comprato una carta geografica della parte centrale di Budapest, con il quale adesso posso orientarmi molto bene…Ieri sono arrivati dei esperantisti da diversii paesi. Oggi vado a cercarli. Andrò a Magyari Csaba e lo pregerò di portarmi là. Inoltre devo fare un altra cosa per il “zio Jòzsi” ( In Transilvania gli amici anziani si chiamano zio)…Mia zia Gréte Sztàray, mi ha avvertito l’ennesima volta della cattiveria, addirittura tendenza criminale di certi uomini da Pest. Inoltre ha parlato anche dei pericoli di circolazione, perchè la gente corre troppo. Bisogna essere attenti in ogni secondo…Ho comprato due libri d’arte. Uno si intitola Picasso, l’altro Breugel.

Mercoledì, 20 07 1965.

Ieri sono stato dall’ Associazione Esperanto Ungherese. Purtroppo non lo sapevo che lunedì avevano un raduno. Lì ho saputo che sono arrivati molti esperantisti da diversi paesi per incontrarsi a Balatonalmàdi. Per andare là, con biglieto andata-ritorno costerebbe 37 forinti. vale la pena di andarci. Ho bevuto una “limonata” che non lo comprerò più. Quello potrei fabbricare io stesso con “lemonsalo”. Ho visto delle ceramiche. Se dicessi che mi piacevano più delle nostre, direi una bugia…Sono stato sull’ isola Margherita ( Marghit sziget). Sono stato anche nel Parco Gioioso. Sono rimasto là quasi fino sera. Ho visto il “Castelo misterioso” Sono salito sulla ferrovia, sul aereo, sul trolibus ktp. Guardando dentro il “Castelo Misterioso”, ho visto gente che tremava seduta sulle panche. Che cosa hanno visto così tremendo? Ma!… Erano strani anche i specchi curvi. Al ritorno dal Parco Gioioso, Sono sceso in una stazione sbagliata. Tuttavia, domandando la gente, sono riuscito tornare “a casa”. Quando sono arrivato, mia zia mi aspettava già nella porta, un pò agitata. Mi ha avertito un altra volta del esistenza di uomini cattivi da quale io devo stare alla larga. mi disse, che capitano delle cose, che io non posso nemmeno immaginare… Ho visto il pozzo musicante di Bodor. Questo pozzo originalmente è stato costruito a Tirgu Mures/ Marosvàsàrhely. Dove stava una volta questo poyyo musicante, adesso sta un grande catedrale ortodosso. Questo pozzo qua, è stato riparato e da allora non funziona più… Era interessante guardare, come tagliano l’erba, con delle macchine speciali, sull’ isola Margherita…Ho speso 15 forinti, ma ancora non ho spedite le cartoline.

Giovedì, 21 07 65

Ancora non sono stato sul monte Gellèrt. Il museo sarebbe un posto molto piacevole per passare il tempo. Devo assolutamente andarci. Lo visiterò quando pioverrà … Ieri sera ho acompagnato la mia zia Gréte alla stazione dei tram, dove mi ha detto una cosa spiacevole. Lo è almeno per me che sono un idealista. Ha detto che la felicità è di avere soldi e prosperità… E che le idee non valgono niente. Avresti mai pensato che razza di donna pagana è la mia zia? Ha detto questo mentre mi stendeva la sua faccia sorridente per essere baciata. Questo è stato la risposta a una cosa che ho detto io prima. Perché ho detto, riguardo alla sua madre Ilona, che è meglio essere religiosi piutosto di non avere ideali. Evidentemente la sua figlia ha scelto i soldi e se ne frega degli ideali… Sono già le sette. Secondo il nostro orario transilvano, sono le otto. Mia zia Ilona dorme ancora. Non voglio disturbarla nonostante che avevo l’intenzione di andare in città. Adesso all’improviso, ha cominciato a piovere. Meno male che non sono partito, perchè l’avrei lasciato a casa l’impermeabile. Mia zia Ilona continua a parlare della sua generosità e dell’ ingratitudine dei suoi parenti transilvani. Mi domando: Chi l’ha obligata di fare tanti regali? Quando si regala è giusto di aspettare qualcosa in cambio?…Son contento che mi ha ospitato, perchè se non potevo dormire da lei, certamente non avrei potuto vedere Budapesta. Non ho abbastanza soldi per poter pagare dei costosi alberghi. Sarei rimasto a casa. O sarei andato a trovare miei famigliari. In futuro sarò più ricco? Chi lo sà?

Venerdì, 22 07 65

Mercoledì sera, con l’aiuto di mia zia, mi sono preparato per il grande viaggio, per Balatonalmàdi. Naturalmente “grande” dal mio punto di vista. Forse sarebbe più giusto dire “memorabile”. Sono partito la mattina alle ore sei. Alle sette sono arrivato alla stazione ferroviario Sud di Budapest. Alle dieci e mezza sono già arrivato a Balatonalmàdi. Ho viaggiato insieme con i piccoli pionieri, che vengono dai dintorni. I ragazzi sono simpatici, ma fanno troppo rumore. Niente di strano. Quando avevo la loro età, ero molto simile a loro. Hanno rotto la finestra attraverso quale entrava fumo e cenere, perchè la locomotiva, funzionava ancora a carbone…Quando sono sceso dal treno, sono entrato nel primo albergo che trovavo, per informarmi degli esperantisti. tutti lo sapevano già. Non c’è da meravigliarsi. Portavano con se una bandiera con la stella verde. C’era un convegno del “Stelo-semajno” dove ho partecipato anc’io. Ho fatto conoscenza con un grupetto di esperantisti romeni. In questo accampamento, inoltre gli ungheresi, si trovavano romeni bulgari polacchi, tedeschi, belgi, olandesi, indiani, australiani, francesi, inglesi etc…Finora avevo un pò di tendenza al reformismo. Adesso, visto che la lingua funziona bene così com è, ho smesso di pensare al reformismo. per tanti è difficile perfino il “Fundamento”. E ridicolo pensare al reformismo. l cos più importante è la facilità del intercomprensione…Ho parolato con una donna responsabile del posto. guando ha saputo che parlo unghererese, non ha più parlato con me in esperanto. Evidentemente, la lingua ungherese è troppo diversa delle altre lingue, perciò gli ungheresi fanno fatica imparare altre lingue…Ho pagato in tutto 180 forinti…Ho fatto amicizia con un polacco, che ho intenzione di visitare l’anno prossimo…Sulle strade, il nostro gruppo parlava ad alta voce in Esperanto e tutti ci guardavano. C’è qui uno studente ungherese che abita in Francia, si chiama “Francisko”. Lui parla l’esperanto dall’infanzia. Ho parlato molto con lui. Mi sono dimenticato del tutto di qualche mia precedente idea reformista. Adesso penso che si puo comunicare molto bene con questa lingua… Quì ci sono cinque romeni, dei quali uno parla molto bene l’espernto. Niente meraviglia, lui è il rapresentante degli esperantisti romeni…C’è quì uno dal India, che a fatto un pò di confusione nella seduta. Lui parla molto bene la lingua e prende in giro quelli che votano senza sapere esattamente di cosa si tratta. Questa notte c’era una grande tempesta, nella quale ho sentito un grido disperato. Tutti avevamo paura che il forte vento ci portasse via le nostre tende…Passata la tempesta. Ora c’è il sole. Molti dormono ancora perchè hanno dormito poco durante la notte…Ho ancora da provare l’esperienza di una bella nuotata nel lago Balaton…Cosa vuol dire la diversità gastronomica. Secondo l’opinione di un bulgaro, il cibo che mangiamo qui, nel suo paese lo danno ai cani. Non sono del tutto d’accordo, ma in parte ha ragione. Si può trovare in giro in Ungheria cibi molto più gustosi…Oggi sarà il ballo di addio. Molti partiranno già domani.

Sabato, 23 07 65

Ieri abbiamo fatto una gitta in treno a Veszprém. Costava 11 forinti. Eri sera c’èra il ballo di addio. Non ci sono anfdato perché non avevo camicia pulita…Adesso tutti dormono. En Veszprém ho speso quasi tutti i miei soldi. Ho comprato due dizionari. Ormai sono rimasti in pochi. L’ incontro degli studenti esperantisti “settimana della stella” ( Stelo-semajno) è finita. Ma c’è ancora da vedere nella città. Veszprém è una bella cittadina. La ragazza polacca con chi sto andando a passeggio è ancora più bella. Abbiamo visitato il centro, qualche chiesa, una capella, un viadotto, un torre per la vista panoramica…Etc. I passanti non hanno capito che lingua è quella che sentono a parlare. Quando stavo cercando degli esperantisti nella banca nazionale, mi hanno detto, che qui c’è un grupo di italiani…Domani andrò a Budapest. Là ci sono ancora molte cose da vedere…Mi son preparato per il concorso di oratori ( Oratora konkurso) che si intitola “La studento”( In italiano:Lo studente). Ho fatto anch’io due tre appunti, ma quando ho visto che Adrian si prepara solo a voce, senza scrivere niente, ho rinunciato. Di fatti, non sono ancora abastanza fluente nella lingua per participare a un simile concorso. Tuttavia voglio mostrarvi almeno uno dei miei appunti.

Lo studente.

Sono un ex-studente. Tuttavia, ricordo ancora cosa è successo due anni fà, e come mi sentivo di essere uno studente. Lo studente medio in Romania è povero. Gli mancano i soldi, ma è ricco da un altro punto di vista. Lui è giovane e pieno di speranza, specialmente se si tratta di un esperantista. Lui è ricco di speranza per il futuro. Lui spera di cambiare la società e addirittura il mondo. I studenti hanno sempre partecipato nei movimenti progressisti. Il suo primo dovere è studiare. Questo è chiaro. Per non dimenticare quello che ha studiato, comincia a studiare sotto gli esami. Quello che gli piace anche di più dello studio, è la vacanza. Non vede l’ora di andare a casa. Quando arriva questo momento, lui è felicissimo. Corre alla stazione ferroviario e cerca un vagone dove si può dormire…Non gli piace tanto a scrivere lettere ai genitori. Perchè disturbarli con longhe lettere? Lui scrive succinto: Papà! Ho bisogno di soldi! Ti abraccia tuo figlio. Questo significa che lo studente è discreto e gentile. Dopo tanti lodi, adesso dovrei dire anche qualcosa negativo. Ma io non voglio essere arrogante. Questo compito lo lascio gentimente al concorrente successivo. Adesso, con il vostro permesso, mi ritiro. Ĝis!

‘E sera. Oggi ho avuto una bella giornata. La mattina ho fatto una nuotata e dopo mi sono sentito molto bene. L’ esperantisto romeno, di cui ho parlato prima, ha vinto il secondo premio nel concorso degli oratori ( oratora konkurso). Questo sgnifica che lui può restare gratuitamente in Russia, per una settimana…Pomeriggio ho parlato molto con la coppia inglese-francese. Dopo siamo andati insieme per fare una nuotata. Nei nostri dialoghi abbiamo utilizzato, non solo l’esperanto, ma anche l’ inglese…Entra in tenda un mio amico bulgaro. Mi ha chiesto di lasciare dentro per dormire, un altra persona. Parlava in russo e per gesti. Finalmente ho capito e lui era molto felice. Dopo la cena, guardavo come fanno amicizia i polacchi e i bulgari…Una donna bulgara era molto gentile con me, ma quando ha visto che io stavo reagendo positivamente, è scappata immediatamente. Forse perchè aveva gia un compagno. O forse perchè aveva già avuto a riguardo una esperienza negativa? O semplicemente mi ha capito male perchè lei non parla esperanto e io non parlo bulgaro. Tuttavia, lei è stata molto gentile. Quando ha visto che ho freddo, mi ha coperto con la sua coperta. Ho fatto la figura dello stupido perchè non ho capito subito che per una donna, a volte anche per un uomo, ci sono dei pericoli reali. Mia zietta Géte da un pezzo vuole farmi capire proprio questo. Sarebbe tempo di darle credito.

Dimanĉo 24 07 65

L’hanno anunciato al megafono che è arrivato l’ultimo giorno del campeggio esperantista.Tutti devono restituire all’ ufficio le coperte e i materassi. La sera ho sentivo che stavano cantando nella sala di pranzo, ma non sapevo che stavano anche ballando. Quando l’ho saputo, ho aprofitato dell’ocasione e sono andato a ballare anch’io…Non vedo l’ora di tornare a Budapest. Ho il treno alle 12, ma fino allora ho del tempo per fare una bella nuotata nel Balaton.
Martedì, 26 07 65

 
Da due giorni che non scrivo niente. Sono andato a letto tardi, quindi la mattina mi sono alzato tardi… Ieri non ho combinato niento. Ho solo restituito il prestito al bulgaro che parla anche romeno…Mi viene in mente cosa dicevano dei romeni che ho visti su una piazzetta, del monte Gellèrt. Stavano guardando la città e uno di loro disse: Tutto questo hanno succhiato da noi. Cretino. Bucarest succhia mai niente dalla Transilvania?…Prima di partire ero terorrizato perché sembrava che non finisse più questa longa pratica burocratica. Tutti dovevano pagare la sua parte e la cosa andava molto lentamente. Ma per fortuna fino alle dieci tutto è finito…Viaggiando verso Budapest con due bulgari, facevo l’interprete. Ogni tanto mi domandavano qualcosa perché non capivano l’ungherese…Un giorno dopo ho saputo che c’era un gran chiasso. C’era uno scandalo perchè io non c’ero e non c’ era nessun altro che facesse l’interprete. I bulgari volevano coperte per la notte e la donna responsabile che avrebbe potuto accontentali, non trovava la chiave. Le i a detto che i bulgari volevano batterla. Dovevano essere tutti esperantisti, ma evidentemente non era così… Volevo partecipare a un convegno nella strada K. Kàroly, ma qando sono arrivato ormai tutto era finit. Tuttavia ho potuto parlare con qualche esperantista. Fra gli altri anche con Novi Zamky dalla Cecoslovacchia. Quando ha saputo che vengo dalla Romania, ha detto che lui ha vissuto 45 anni in Romania ed era persecutata da xenofobi. Non sò se abbia esagerato, mi un fatto è certo. Sciovinisti e xenofobi ci sono dapertutto. Adesso mi trovo sul monte Gellért. Soffia un forte vento. Oggi essendo presso l’ associazione esperanto, volevo pagare il mio debito, ma poi ho cambiato idea. domani andrò al Club Egresi e posso farlo anche là. C’era anche un altro club esperanto, ma non l’ho trovato sulla carta geografica…Degli sposi tedeschi ammiravano il Danubbio con i suoi ponti…Soffia il vento. Devo andare. Ĝis!

Giovedì, 28 07 65

Sto scrivendo seduto sulla panca nel museo… Oggi ho mangiato gulasc al ungherese e dopo ho fatto una bela dormita. La zia Ilona e sua amika, Mariska, sono andati a cercare delle erbe curative… Ci sono delle corriere per i turisti per vedere Budapest. Anch’ io avevo l’ intenzione di farne un giretto, ma ho perso l’occasione perché ormai era troppo tardi. Ho comprato un biglieto ma è valido solo per domani. Mia zia non era informata bene perché il biglieto costa proprio doppio di quanto lei mi diceva…Sono stato nel cinema. Ora voglio vedere il catedrale Màtyàs. penso che non è troppo lontano da qui…Ieri stavo aspettando il tram per andare “a casa”. All’ improviso mi scappa per tera la banconota che tenevo in mano. per fortuna in quel momento non c’era vento. Sarebbe stato pericoloso correrli dietro…Mia zia voleva telefonare al mio zio di Győr, che io possa andare anche da lui, ma io preferivo restare ancora un pò a Budapest…Abbiamo discusso di Dio-natura…Oggi voglio partecipare a un convegno esperantista presso il “Egresi club”…Fino adesso, per fortuna, il tempo era bello, ma ho paura che adesso cambierà. Ormai si comincia di vedere qualche nuvola in giro…Fino adesso ho visto relativamente poco dalla capitale ungherese. Ho perso un sacco di tempo viaggiando. Ho ancora due settimane dal quale non sò quanto passerò a Győr. Non voglio restare troppo da mia zia Ilona. Riguardo il cibo potrei arangiarmi da solo, ma mia zia non lo vuole…Ieri ho incontrato il padrone della casa. Ho fatto la figura dello stupido, perché non mi sono accorto che mi stava tendendo la mano. Stavo pensando come organizzare il mio programma giornaliero…Adesso sono le sette. secondo l’orario romeno, le otto. Mia zia Ilona sta ancora dormendo, solo io che non sono capace di dormire. Oggi devo spaccare legna da ardere. perché l’avevo promesso. lo farò volentieri, perché mangio troppo e mi movo poco. Mia zia teme che non basterà il cibo, ma lei non ci pensa nemmeno, che anch’io posso contribuire. Dovrei insistere, ma io non sono capace…Non ho visto ancora il museo delle belle arti. Oggi devo vederlo ad ogni costo.

Sabato, 30 07 65

L’altroieri volevo vendere il mio biglieto per l’autobus che porta in giro per la città i turisti. ma alla fine lo avevo adoperato io stesso. Era un bel viaggio. Mi piaceva molto. Prima di questo mi è capitato di nuovo la ricerca del gabinetto. Non lo trovavo, nonostante che ero molto vicino…Dopo sono andato nel club ferroviario, dove mi sono incontrato con Francesco. Parlavamo in esperanto. Lui parlava di più perchè lui parla l’esperanto quasi perfettamente. Tornando, mi è capitato di nuovo la ricerca del gabinetto. Questo ormai stà diventando un incubo. Sono entrato in un bar e mi toccava ordinare una birra. L’ingnotanza costa soldi. Ieri mi preparavo di andare alla piscina e dopo al cinema. Ma prima dovevo tagliare un pò di legna per mia zia. Ho potuto uscire solo mezzogiorno…Ho mangiato in piedi davanti al “Egresi Klub”. Ha cominciato a piovere forte ed io sono stato costretto di andare a casa. C’era tanta gente al tram. Ho l’impressione che il traffico a Budapest è più intenso di quello di Bucarest. Mi sono incontrato con dei romeni che hanno lodato Budapest…Mia zia Ilona, mi ha invitato al convegno degli avventisti, ma io l’ho rifiutato. Meno male che lei non ha insistito…Fino adesso ho avuto sempre bel tempo, ma ora ho l’impressione che tutto cambia. Credo che dovrò rinunciare alla piscina. Sul tram, mi sono incontrato di nuovo con quel l’esperantista dalla cecoslovacchia, Nove Zamky…Ieri ho tagliato tutta la legna d’ardere di mia zia Ilona. Era molto contenta…Adesso voglio leggere un pò. Mercoledì prossimo Tibor Székely prezenterà il suo metodo d’insegnmento di Esperanto. Lui è anche un famoso viaggiatore. Oggi non sono andato da nessuna parte. Non mi sento tanto bene. C’è anche un brutto tempo. ancora non sono riuscito di andare al museo delle belle arti. Oggi è domenica. Sto ascoltando alla radio il programma dei pionieri, perché dopo seguirà anche un programma in esperanto… Andremo a fare una gitta, ma il tempo non è bello. Per avere un bel profumo ho mangiato del aglio. Sto scherzando. :-) L’aglio puzza ma a me piace tanto. Ieri sono andato alla piscina. Mi ha fatto bene. Nonostante tutto, non posso dire che sto molto bene…Se Budapest è più belle di Bucuresti, tutto il merito è del Danubio. Il parlamento è una bella costruzione. Gli altri spettacoli sono i ponti. A me piace il ponte Elisabeta. Il Danubio coi suoi ponti è lo spettacolo più bello di Budapest. Il resto per me è un grand rumore. Troppe macchine, troppo fumo. In praga c’era più da vedere e meno fumo. Bucuresti è ancora giovane. Essa può ancora migliorre.

Lunedì, 01 08 65

Ieri sono arrivato a “casa” stanco. Sono stato nei monti di Buda. Era una belle gitta. Ma perché non sono di buon umore? D’altra parte, già questa mattina ero stanco. Mi faceva un pò male anche la testa. Per fortuna dovevo tagliare un pò di legna. Dopo èra molto piacevole riposare. Ma non sono andato in città. Domani voglio andare in cinema. Oggi c’èra un convegno esperantista, ma non ci sono andato. Invece ho ascoltato la radio…Ho tagliato tutta la legna d’ardere di mia zia Ilona. Era molto contenta. Per me non era difficile, perché a questa attività mi sono abituato già nel infanzia…Dopo volevo ascoltare la radio polacca, ma non sono riuscito di trovarla. Invece ho letto qualcosa in esperanto… Questa mattina avevo dei pensieri negativi. Si tratta della mia solitudine. E che non ho potuto godere le gioie del infanzia e della giovento…Intanto il canarino, per consolarmi, continuava a cantare. Prima pensavo che sapesse cantare solo un pò noioso e ripetitivo. Ma ha cominciato a cantare dei ritornelli molto più complicati. Sembrava che volesse dimonstrare che lui è capace di cantare così bene che io non sono capace nemmeno immaginarlo…Questa penna con il quale sto scrvendo, ho ricevuto da mia zia Ilona…Non sò nemmeno io perchè, ma quando ieri lodava un pò troppo ripetitivo il paesaggio del monte Gellèrt, non mi faceva per niente piacere. Certamente il monte aveva nessuna colpa…Voleva regalarmi un orologgio, ma io l’ho riffiutato. Mi voleva addirittura adottarmi. Ma questo non sarebbe possibile. Prima di tutto, offenderei i miei genitori. Essi hanno fatto il loro dovere di genitore, e anche di più.

Mercoledì, 03 08 65

Ieri mattina stavo preparandomi per visitare mia amica Reményi Erzsébet, ( Ĵo) perché mi ha prestata una penna che vorrei restituire. Guardando sulla carta geografica, ho trovato il posto che dovrò raggiungere con il tram numero 19. la trovata a casa e ho pregato sua mamma di lasciarla con me per fare insieme una camminata. Abitualmente non la lasciano mai di andare in giro da sola. Lei ha consentito e Ĵo ha preso in volo l’occasione per fare una passeggiata con me. Abbiamo visitato il museo dell’arte. Dopo abbiamo fatto una passeggiata nel parco e alle ore 18 abbiamo preso il tram sotteraneo per andare a casa di Ĵo. Stava cercando di indovinare cosa diranno i suoi genitori. Per avere più argomenti di diffesa, siamo entrati anche nell’associazione esperantista. Abbiamo parlato con un esperantista che al occorrenza potrà testimoniare che ci ha visti là. Arrivati a casa, i suoi genitori erano molto arrabbiati. Io ho parlato solo con il padre…Dopo mi hanno accompagnato fino al tram e mi hanno promesso di venire al Club Egresi, dove ascolteremo un ospite dalla Jugoslavia, Székely Tibor, professore esperantista e famoso viaggiatore. Lui presenterà il suo nuovo metodo per l’ insegnamento dell’esperanto. Il metodo si chiama “Zagreba metodo”. Ci siamo andati l’abbiamo conosciuto e fatto amicizia con il professore Székely Tibor. Mi ha promesso che verrà a trovarmi a Sighisoara, quando andrà a Bucarest…Ho l’impressione che ce ne gente disordinata anche qui. Buttano in giro la scopatura invece di buttare nel cestino. Non mancano i xenofobi che non capiscono le minoranze etniche. Qualcuno pensa che certi ospiti parlano un altra lingua solo per farlo arrabbiare. Non mancano i poveri e i prezzi sono troppo alti…I musei sono belli…Tuttavia, la differenza fra i due capitali, quella ungherese e quella romena, non sono grandi. Nel museo delle belle arti mi ha piaciuto la sezzione Eggizio…Mia zia Ilona voleva portarmi a un escursione organisato dai avventisti, ma non avevo voglia di andarci. Per fortuna non ha più insistito. Sono già le otto. Mia zia ascolta le notizie alla radio. Qui nel quartiere Ràkosszentmihàly, negli torrenti Raba e Mura, il livelo dell’ acqua e di nuovo troppo alto…Ieri ho ascoltato la conferenza di Székely Tibor. Prima ancora mi sono incontrato con Ĵo, cio è la signorina Reményi. Era un pò troppo presto. Così avevamo tempo suficente per fare un giretto. Che eleganza!… Dopo ho fatto promettere da sua padre che verrà anche domani. La conferenza era interessante nonostante che mancavano le proiezioni, che non mancavano nell’altro club…Adesso mi trovo nel club ferroviario (MAV), dove sto ascoltando la stessa conferenza. La sala è piena. Avevo l’impressione che il solo straniero sono io. Sbagliavo. Cerano in tutto 86 persone. Fra gli altri cerano anche nomi famosi come Fighiero da Brussel, Carl Bovic da Oslo e Bokarev da Mosca.

Sabato, 06 08 65

Sembra un sogno. Hanno detto alla radio che è nato un grande stato, gli stati uniti d’ Eŭropa. Può essere vero?…Ho partecipato a un congressetto di esperanto. Era molto interessante. Il mio programma della giornata di ieri era il seguente: nuotata, passeggiata, visita alla signorina Reményi ( Ĵo) e lo spettacolo. Non mi sentivo molto bene nella casa di Ĵo (Zsò) perché il suo malumore si è taccato anche su di me. Lei è troppo educata, troppo amata, troppo protetta. Questo mi ha detto mia zia e mi ha convinto anche me…Durante lo spettacolo mi ha detto che siamo l’ultima volta insieme…E controllata perfino adesso nonostante le promesse del suo padre. La sua profesoressa era seduta vicina durante tutto lo spetacolo…Mi ha preso la mano. Dicevo che non amo le mie mani perchè sono sporche di frutta e non ho avuto ancora l’occasione di lavarle. Ho sentito caldo…Poste il padre e la madre volevano andare al bar per un caffé. Ho detto che voglio parlare con Székely Tibor. Voglio domandargli qualcosa. Ci siamo salutati. Lei ha detto che se non gli scriverò mi batterà. Non stavo molto bene. Cera l’embarazzo dei regali. Gli ho comprato ciocolata, ma temevo che lei pensasse che io voglio restituire quello che mi ha regalato lei. I regali erano sempre un problem per me. Mi accusavo che per me è più facile ricevere che dare. Ma capita spesso che io accetto un regalo solo per non offendere quello che mi regala. Non sono un esperto per i regali…Non importa. Le manderò delle belle cartoline con dei belli timbri postali. Devo mandare delle lettere anche alla mia zia. Devo vergognarmi per la mie dimenticanza al riguardo. Lei non la merita di essere trascurata perchè per lei non era facile vendere quello che ho portato. Almeno avrei dovuto domandare in anticipo che cosa devo portare. Ora è troppo tardi di pentirsene. Pazienza. L’anno prossimo saprò quello che devo fare…Adesso ho ancora molte cose da vedere e comprare. Per esempio, devo comprare delle mele per signor Zihanyi. Devo cercare l’autore di un libro. Devo interessarmi riguardo il valore delle pitture del pittore ungherese Szòlnai. Si tratta dei quadri che zio Jòzsi ( sign. Zihanyi ) vorebbe vendere. Comprerò reviste illustrate per Annamaria, sigarette per i ragazzi, ciocolate per le ragazze. Per signor Kudelàsz un programma radio, per mio fratello Laci un disco…etc. etc…Mi sono capitate due cose strane. Volevo camprare ciocolate per i compagni di lavoro, ma non mi sono accorto che era scritto “per diabetici”. Al meno se non fosse scritto così evidente. Non importa. Ne ho già mangiata una e non mi dispiace a mangiarla anche l’altra…Sono arrivato al cinema per vedere il film fatto sul base dell libro di Jòkai Mòr, con il titolo “I figli dell’uomo con il cuore di sasso”…Viene un uomo che mi dà un biglietto e mi spinge dentro. Non avevo nemmeno il tempo di ringraziarlo. Solo dopo qualche minuti ho capito la ragione della sua generosità. Si proiettava un altro film, non quello che era in programma. L’ho già visto questo film e non mi ha piaciuto. Tuttavia, adesso mi sembrava un pò più interessante. Dopo mezz’ora ho preferito uscire per fare una passeggiata. Cercavo dei libri d’arte nell’ antiquariato, ma mi sembrava perdere il mio tempo in vano…Ho deciso che mia occupazione principale sarà la filologia… Adesso vorrei andare all’ associazione esperantista, per comprare libri, sperando che troverò qualcosa interessante. Ho comprato un pix verde. Adesso sono senza dubbio un esperantista, non è vero? Almeno il colore è molto esperantista. :-) Mi dispiace molto che ho perso il mio distintivo esperantista con la stella verde. Faccio molta fatica a perdonarmelo. Ora vado all’associazione ungherese di esperanto, per comprarmi un altro. purtroppo mi sono rimasti solo 20 forinti. Oggi ho speso un pò troppi soldi. Devo esser attento a non comprare robe inutili…Ora vado alla strada Petöfi numero 17, dove forse troverò Ĵo. Ma forse sarebbe meglio se non la trovassi. Non sò fin quando riuscirò a sopportare quest’ aria inquinata di Budapest. Qui ci sono troppe macchine vecchie…Ieri sera ho preso un tram sbagliato. Mi portava nella direzione contraria. Sono arrivato al ponte Margherita. Il controllore sapeva che vado al quartiere Ràkosszentmihàly, ma non mi ha detto niente…Ho incontrato 3 romeni in difficoltà di intercomprensione. Quando mi hanno sentito parlare romeno erano molto contenti. Ho speso più del dovuto, perché ho comprato anche 2 reviste ( 7 forinti)…Ora torno a Ràkosszentmihàly per vedere un film. Questo giorno è la più bella giornata da quando sono a Budapest. Sto benissimo, nonostante che ho trascurato prendre le medicine di mia zia Ilona…Non mi è piaciuto per niente che ha detto sù sul conto dei miei parenti della Transilvania . Mi sentivo un pò offeso. Sono troppo sensibile? Aspettava che portassero carne di agnello ma nessuno lo ha portato. Veramente anch’ io pensavo che non è molto consigliabile portare carne nella valigia … Ormai comincio a desiderare di abbandonare questa capitale rumorosa. Se le mie lettere ti sembrano ubriachi, sappia che li ho scritti sul tram… Più tardi mi sono seduto vicino al Danubio. Ascoltavo il rumoreggiare delle onde. Questa musica delle onde mi calma sempre.

Lunedì, 08 08 65

Dovrei andare a Győr ma non ho voglia di fare un lungo viaggio. sabato mi sono messo d’accordo con mia zia Ilona che andrò con lei per fare una gitta a Vácrátot. Devo confessare che ho nessuna voglia neanche per questa gita. I miei ricordi con i sabattini non sempre sono positivi. Ma piutosto di fare un lungo viaggio preferisco questo. Quel che riguarda i miei ricordi, si tratta del fatto che mi hanno proibito troppo spesso di giocare con gli altri ragazzi temendo che mi potrebbero influenzare negativamente. Questo fatto mi rendeva dissocievole e tomido. Almeno quello che pensavo…Oggi ho avuto una giornata piacevole. A Vàcràtot ho visto un bel giardino botanico e ho fatto amicizia con gente simpatica e buona, con la condizione che non si parli di religione. Ho fatto conoscenza con Katarina, con chi abbiamo parlato di tutto, anche di problemi importanti. Abbiamo passeggiato in giro ed abbiam visto tutti gli angoli del parco, nonostante che sua madre sembrava di non esser d’accordo. Abbiamo fatto delle foto interessanti. Comunque non abbiamo oltrepassato il limite della stretta di mano. Cosa volevo dire? Abbiamo passato una bella giornata insieme dal quale abbiamo conservato dei bei ricordi…Dir la verità, la mattina non è cominciata proprio così bene. Avevo tanto sonno e mi sono nascosto fra gli arbusti sperando di poter dormire, ma non sono riuscito. E strano che dopo non ne avevo per niente sonno. Per questo e per mio carattere non tanto socievole, può essere che la loro impression su di me non era proprio positiva. Anche perché, non sono riuscito essere gentile come sono stati loro. Ma per me era impossibile, perché i miei pensieri erano altrove. L’ha convinta dell’importanza del Esperanto ed abbiamo deciso di tenere un contatto di corrispondenza postale. Mi ha dato il suo indirizzo. Era una donna molto scherzosa e faceva ridere i suoi compagni con delle parolacce dette in ungherese con l’accento tedesco, facendo finta di essere tedesca…Cerano là tre donne che parlavano bene la lingua romena, perchè hanno vissuto a Bucarest per 10 anni. Devo confessare che avevo dei pregiudizi contro gli avventisti, nonostante che anche mia mamma era sabattina… Essi non sono meno saggi della altra gente che forse invece della Bibbia leggono altri libri con la stessa frequenza, ma parlano raramente della vita reale. Adesso mi è rimasto poco tempo. Mercoledi partiro verso la Transilvania. Praticamente, mi sono rimasti ancora due giorni. Oggi devo concludere molte cose. Devo comprare dei libri in esperanto e molte altre cose. Domani vorrei vedere un villaggio ungherese, che non ho avuto ancora l’ occasione di vederlo. Dopo che ho passato il confine, voglio visitare gli esperantisti a Cluj/Kolozsvàr. devo fare molte cose in poco tempo. Quindi devo immediatamente lasciarvi. Ĝisrevido!

Mercoledì, 10 08 65

Ieri havevo l’intenzione di partire ma non sono ancora riuscito di finire i miei compiti. Lunedì ho trovato l’unione degli srittori…Ieri pomeriggio mi sono incontrato con Fracisko…Ho visto una donna che si comportava in modo odioso con gli stranieri. Probabilmente, lei parlava solo l’ungherese ed imaginava che questi stranieri parlano altre lingue solo per farla arrabbiare…Ho perso troppo tempo cercando l’Unione degli Scrittori. Purtroppo ho poco tempo e tempo da sprecare proprio niente. Quando l’ho trovato ormai non c’èra più nessuno. Sono andato a casa un pò sconvolto…Ieri ho incontrato una bella ragazza che mi ha dato l’indirizzo di un scrittore del quale volevo informarmi…Dopo sono andato alla galeria d’arte nazionale, dove ho visto molte cose interessanti. Mi dispiace per signor Zihannyi, (Jozsi bàcsi) ma non ho ancora visto un quadro di Szòlnai, per poter interessarmi del suo prezzo… Ho parlato con una donna di servizio nel museo. Lei è un exesperantista. Ho detto una parola in tedesco che lei non capiva e così ci siamo conosciuti. Si tratta di una donna ambiziosa. Ha detto che vuole parlare con il capo dello stato per proporgli l’introduzione del esperanto nei musei. Cosi lei potrebbe intercomunicare almeno con gli esperantisti…La prima cosa che ho fatto ieri, era di rivedere il film con il titolo ” 101 cagnolini”, che mi ha piaciuto molto. I cagnolini parlavano nella ligua degli uomini…Dopo sono andato nella galeria dell’ arte industriale, dove ho visto lavori interessanti, per di più in vetro…Dopo ho comprato mele per signor Zihanyi e un disco illustrato per mio fratello Laci. Adesso mi rendo conto che sono quasi senza soldi…Sono le sei di mattina. Ho cominciato già prepararmi perchè il treno, pressapoco, sta uscendo proprio adesso dalla stazione occidentale ( Nyugati). Se tutto và bene, ho abbastanza tempo per raggiungere la stazione ferroviario orientale ( Keleti) nel giusto orario…Ieri quando ho domandato che ore sono, ormai era troppo tardi e non potevo sperare di raggiungere il treno. Proprio non vorrei che mi capitasse la stessa cosa anche oggi. Purtroppo non sono riuscito finire tutti miei compiti…Ormai posso dirlo che il mio primo soggiorno all’estero finisce quì…Sono arrivato in tempo. Sono salito e siamo partiti. Il treno viaggia lentamente. Viaggio insieme con una donna e sua figliola. Lei legge, sua piccola dorme ed io sto scrivendo il mio diario…Mi domando, se mi occuperò così intensamente dell’ esperanto, mi restera del tempo per vivere una vita normale? Ho osservato che parlo un pò troppo spesso dell’esperanto trascurando altri temi. Mi resterà abbastanza tempo per trovarmi una donna con cui sposarmi? D’altraparte, non si può occuparsi di tutto nello stesso tempo…Sono sceso dal treno per spendere i miei ultimi forinti. Si tratta solo di tre forinti. En Szòlnok nessun altro salito sul treno per andare in Romania… Adesso mi viene in mente che prima della partenza ho incontrato nella stazione due romeni in difficolta di comunicazione. Si tratta di due ferrovieri…Ormai mi sento a casa. Si comincia di sentire sempre di piu la lingua romena…Piove. Qualcuno disse che non può perdonare ad Oradea (Nagyvàrad) che lo atende con un tempo così brutto. Cosa c’entra? Non hanno colpa ne la città ne il tempo…Adesso sono da solo nel compartimento. Dopo è entrata una donna salutando in romeno. I doganisti erano gentili…Mi sono messo a mangiare. Ho sempre fame e il tempo non mi manca…Il paesaggio diventa sempre più interessante…Stavo riflettendo: Scendo a Cluj? O no? Vorrei incontrare degli esperantisti ma questo tempo triste non mi piace…Guardando questo bel paesaggio, mi viene in mente che un ungherese lodava molto il paesaggio romeno. Disse che, così bel paesaggio non è trovabile in nessuna parte del mondo. Naturalmente ha esagerato. Mi sembra che per lui il mondo è più piccolo del Eŭropa… Dopo la prima fermata mi sono addormentato. Quando mi son svegliato, pensavo di essere oltre i confini, ma ho saputo che abbiamo un ritardo di venti minuti. Si dice che niente di strano ai confini…Abbiamo passato i confini ed ora siamo a Ciucea. Sono saliti dei romeni… Dopo la pioggia il paesaggio è ancora più bello. Siamo solo in due nel compartimento. Io e una donna. Il viaggio andava molto bene e sono arrivato a Cluj/ Kolozsvàr senza problemi. Così ho potuto rivedere la città dove ho studiato arte per sei anni.

Giovedì, 11 08 65

Oggi mi sentivo benissimo. Purtroppo ora non posso dire la stessa cosa, perchè ho mangiato del pane tacaticcio, cotto male. Come se non bastasse questo, ho dimenticato la mia carta d’identità nel albergo…L’albergo costava 17 lei. Ieri sera sono andato a trovare un esperantista, il signor Kiss, con cui abbiamo parlato a lungo. Diceva che non si occupa più del esperanto. Non vede più il suo futuro e così ha perso anche la speranza…Ha detto che trovero una grammatica dell’ esperanto qui nella libreria. Ci sono andato ma non l’ho trovato. Ora sono seduto in centro. Vorrei cercare questa grammatica anche quì nei dintorni…Ora ho la prova che è importantissimo reggere il proprio stomaco. Prima di mangiare quel pane stavo benissimo, ma ora no. O forse mio stomaco è diventato un pò delicato?…O forse centra anchè questo tempo freddo? Il tempo è teribile. E molto freddo. Sembra che stia arrivando l’inverno…Sono arrivato all’ultima pagina del mio quaderno e anche l’ultimo giorno delle mie ferie. Sarò libero fra un anno…Passato il freddo. Con questa temperatura sto molto meglio. Ora sono di nuovo in Transilvania. Ho viaggiato molto bene con gente simpatica. Ho colezzionato dei bei ricordi. A Cluj ho visitato il signor Beier, il capo degli esperantisti locali, con cui ho parlato a lungo. Ho ricevuto un paio di libri da lui che gli pagherò in seguito. Ho notato subito che lui vive in condizioni di povertà e posso immaginare che ne ha bisogno di questi soldi. Mi ha regalato un libro scritto di lui stesso, con una foto di lui e sua figlia…Sono già a casa a Sighisoara/ Segesvàr. Signor Zihanyi non si è accorto perchè ho coperto la finestra della porta. Ero troppo stanco e non avevo voglia di parlare con nessuno. Ora sento di nuovo il dialogo ad alta voce della coppia anziana. Capita così quando uno dei due è cieco e l’altra e sorda. Mi dispiace per loro. Non bastano i problemi della vecchiaia, inoltre si accusano reciprocamente per delle cose che non dipendono da loro. Erano certamente più felici quando erano più giovani e vivevano a Prigi. Gli ascolto mentre sto riposando le stanchezze di un lungo viaggio…Adesso dopo mezzo secolo, mentre sto scrivendo queste righe sul mio compiuter, medito a lungo dei tempi passati. Sono talmente passati, che non ricordo più di molte cose e persone di cui ho scritto nel questo diario…Ora sono più vecchio di quanto era signor Zihanyi in quel tempo. Ironia della sorte? Non posso non pensare della vaga somiglianza fra le due coppie. Noi e loro. La differenza è che il sordo sono io non mia moglie… Nell’ anno seguente, nel 1966, ho partecipato nel 51-esimo Congresso d’Esperanto a Budapest, dove ho conosciuto Luciana Camin, mia futura moglie e madre di mio figlio e mia figlia. Ma questa è un’ altra storia.

Se desideri vedere qualche immagini di Budapest in rapidissima sequenza, ecco il link:

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